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lunedì 5 gennaio 2015

Book #3: Oceano Mare di Alessandro Baricco





PREMESSA: Se ho letto questo libro, devo ringraziare una mia carissima amica, Carmen. Ecco, Carmen è una donna-bambina. Non importa quanto tempo passi, lei non cambia mai. Sempre uguale a se stessa. Non si fa scalfire da niente e da nessuno. Sempre entusiasta, capricciosa e avida di scoperte ed esperienze, golosissima, sbadata, ritardataria e con un cuore grande e caldissimo. Ecco, Carmen, per me, è una persona vera, una di quelle che lascia il segno. Carmen è vera fino al midollo. E legge, legge tantissimo e, ogni volta che legge, si innamora. Carmen vive il libro in modo così viscerale, che ogni volta che ne consiglia uno, non sai se leggerlo: e se poi non mi piace? Ma non è questo il caso.

Oceano Mare è stato una scoperta. Alessandro Baricco, come mi diceva giustamente Carmen, o lo si ama, o lo si odia. Non c'è una via di mezzo. Ho sentito qualcuno dire che Baricco non sa scrivere. Ora, c'è una differenza sostanziale tra il non saper scrivere e scrivere in modo non convenzionale, scrivere con un proprio stile. Certo, non posso fare un'analisi completa della scrittura di Baricco, avendo letto solo un suo libro, quindi mi concentrerò esclusivamente sulla scrittura di Oceano Mare: ricca di ripetizioni, frasi lasciate a metà, un'impaginazione strana e qualche dialogo scritto come fosse parte di un copione. Una cosa, però, mi ha colpito: la ricorrenza della parola "seta" (sembra un dettaglio da nulla, ma che acquista importanza se si pensa che il successivo romanzo Baricco lo chiama proprio  Seta.)

Il romanzo è diviso in tre libri: Locanda Almayer, Il ventre del mare e I canti del ritorno. Il primo libro è una premessa alla storia, tutti i personaggi vengono presentati dall'autore uno per uno, ma mai svelati del tutto. La parte più ricca di pathos la troviamo nel secondo libro., dove un disastroso naufragio costringe parte dell'equipaggio a imbarcarsi su una zattera di fortuna. Così ha inizio una straziante carneficina, caratterizzata da lotta per la sopravvivenza che non conosce pietà da una parte, umanità e amore dall'altra. Quasi impossibile è non notare quanto questo episodio sia simile alla storia che ha ispirato il celebre quadro di Théodore Géricault, La zattera della Medusa.

Qui, il mare (come in tutto il romanzo del resto), assume una doppia funzione: salvifica e nefasta. Non per niente, Elisewin, affetta da una strana malattia dell'anima, sarà o guarita o uccisa dal mare, sua unica medicina. Tornando all'episodio narrato nel secondo libro, il naufragio dell'Alliance, il mare diventa  l'unico Dio concesso in Oceano Mare; un mare "(...) potente sopra ogni potenza e meraviglioso sopra ogni meraviglia (...)". Il terzo e ultimo libro descrive, uno per uno, i destini dei protagonisti di questo incredibile romanzo. Molto particolare è la storia del pittore Plasson, che da anni tenta di dipingere il mare, e lo dipinge quasi sempre scegliendo di non dipingerlo: molte sue tele, intitolate Oceano Mare, sono completamente bianche, un po' come Quadrato bianco su fondo bianco di Kazimir Malevič, dove il nulla vuol dire, paradossalmente, tutto.


Per concludere, Oceano Mare  è un romanzo incredibile, una specie di fiaba moderna; ma non una fiaba censurata, di quelle senza crudeltà; ci troviamo di fronte una vera fiaba: piena di corpi straziati, donne bellissime e marinai che hanno girato il mondo. Stavolta Carmen aveva davvero ragione.

16 commenti:

  1. ...a me questo libro non è piaciuto. Purtroppo con Baricco proprio non ce la faccio; ho provato, ma non mi piace come scrive, è più forte di me. Pensa che questo libro l'ho comprato, ho provato a leggerlo, non ci sono riuscita ed è finito che l'ho dato via (regalato ad una cara amica che, invece, l'ha adorato).

    Ad ogni modo, questo era il mio primo commento, ho scoperto stasera il tuo blog :) a presto!

    Paola

    ps. ti aggiungo a blogloving etc... :)

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    1. Lo so cara, i libri sono come i profumi: soggettivi. Ad ogni modo, benvenuta nel mio blog!

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  2. Il mio preferito di Baricco dopo Seta :)

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    1. Non ho ancora letto Seta... Un giorno, forse!

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  3. Arrivo da un altro blog e mi ritrovo in cima il titolo del mio libro preferito. Nonostante io cambi, nonostante la faccia del povero Baricco non mi risulti simpatica, questo libro l'ho imparato quasi a memoria da quante volte l'ho letto, e sono stata un po' tutti i personaggi. Gli altri di Baricco non mi sono piaciuti come questo.

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    1. Io ho letto solo questo cara, quindi non so come sono gli altri; so solo che Oceano Mare l'ho adorato!

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    2. A me piacerebbe quasi aver letto prima gli altri e poi aver trovato questo per ultimo, perché in tutti gli altri ricercavo un po' di Oceano, ma non c'era. C'era altro, scritto in quel suo stile, ma non il mare. Io mi ricordo di averlo cominciato a leggere sulla metro B a Roma, e di non aver potuto smettere e di esserci rimasta bianca come una tela di Plasson, alla fine.

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  4. Quando Baricco ancora sapeva scrivere, ha scritto Oceanomare e io me ne sono innamorata. L'avrò letto una quindicina di volte, almeno. E sì che avevo 14 anni e Baricco faceva quasi la parte di Di Caprio, ma questo romanzo è proprio bello! Peccato che da un po' l'autore si sia definitivamente perso...

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  5. Quanto l'ho detestato Baricco. Lui, i suoi personaggi sempre sul cornicione esistenziale, sempre col male di vivere. Col palpitare tremendo. Hai ragione come ha ragione la tua amica. O lo si ama o lo si odia.
    E io proprio non ce la fo. Lo piglierei a sberle, lo trovo spocchioso.

    Però non si può dire che scriva male. Tanto di cappello.

    Solo che... de gustibus :)

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    1. Lo "spocchioso" ci sta xD Ma no, si capisce, non è un autore che può piacere a tutti, quindi è normalissimo che tu l'abbia detestato. Ma che libri hai letto di Baricco? Sono curiosa ;)

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    2. Ho cominciato con Novecento. E non mi era dispiaciuto. Ma quel libro è troppo poco imponente - e parlo giusto solo di pagine - per dare un giudizio effettivo ed oggettivo.
      "Oceano Mare" non mi dispiacque. Apprezzai non tanto lui e il suo stile, quanto il vorticare di quel racconto che mi faceva pensare al movimento della risacca. Alle onde. Un grande oceano di parole in tempesta, tra rabbie e carezze.
      Con "Castelli di Rabbia" mi ha davvero irritata. I suoi personaggi li ho trovati poco attendibili. Lontani.
      Eppure uno dei miei libri preferiti è "Jane Eyre". Questo per spiegare che in genere mi sento vicina a quel palpitare lontano nel tempo.

      Quindi non so. Forse dovrei riprovarci tra qualche tempo. E sperare di aver dimenticato la sua spocchia da nuovo Umberto Eco :)

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    3. Magari, riprova con Seta. Me lo consigliano in molti ;)

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  6. Bellissima recensione Kate !
    Questo autore ha la grande abilità di lasciarti persa e abbastanza sconcertata, una volta arrivata all'ultima pagina. Come dopo aver mangiato qualcosa che ti lascia dell'amaro in bocca, ma che comunque non risulta sgradevole.

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    1. P.S cioccolata extra fondente al 60%

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    2. Carissima amica mia, le tue metafore sono meravigliose <3
      Ps. facciamo all'80%

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