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domenica 12 marzo 2017

Book #5: Accabadora


Questo libro mi ha piacevolmente sorpreso. Acquistato approfittando del -25% sugli Einaudi, Accabadora è una narrazione fittizia che però ruota intorno alla figura realmente esistita del folklore sardo, l'accabadora appunto. E proprio nella Sardegna del dopoguerra è ambientato questo romanzo, in un'atmosfera che profuma delle mandorle dei gueffus, sotto il quale però si cela il mistero della strana e losca figura di Bonaria Urrai; losca per carità, ma forse dotata di straordinaria pietà di fronte al dolore e l'indifferenza comune.
Parole chiave di questo romanzo sono sicuramente le parole madre e morte. La morte in questo romanzo è dipinta spesso come ultimo gesto d'amore di una grande madre, che oltre a dare la vita, decide con grande coraggio di porgli fine quando essa diventa un insopportabile macigno.
Accabadora tocca con estrema delicatezza un tema che non viene spesso trattato nei romanzi: l'eutanasia. Un romanzo fatto di donne: donne che danno e riprendono la vita, madri che rifiutano il frutto del loro seno e madri che accolgono il frutto del seno di altre. Un romanzo bellissimo scritto da una donna che parla di altre donne senza santificare o demonizzare nessuna di esse. Nessun giudizio, solo un gran trasporto emozionale e anche un'amara riflessione sul nostro paese. Da leggere assolutamente.

La Maschera del Demonio: Maschera Anti-Aging Petali di Rosa Khadi


Il weekend, si sa, significa solo una cosa: maschera viso e serie tv sul letto, possibilmente indossando un bel pigiama di pile! La maschera che vi recensirò (manco fossi la peggio beauty blogger di Caracas) purtroppo non è low-cost (non so a cosa pensassi quando ho buttat... speso 11 € per una maschera viso), ma almeno è completamente naturale e non testata sugli animali.

TEXTURE
La consistenza è granulosa e secca troppo velocemente, sicuramente prima dei 15 minuti di posa consigliati. In più, quando deve essere rimossa (cosa non facile), i piccoli granuli effettuano un'azione esfoliante, che per me non è proprio piacevole, avendo la pelle couperosica e reattiva.

RISULTATI
A quasi 23 anni sono ossessionata dall'idea di avere le rughe, e se su un prodotto c'è scritto "anti- aging", esso attrae la mia attenzione. Ho acquistato questa maschera circa un'anno fa, ma solo ultimamente ho iniziato ad utilizzarla con cadenza regolare. La verità è che la trovo scomoda e per niente pratica, ma lo dice una che fine a un anno fa utilizzava le maschere monodose da 99 centesimi. Nonostante questo, non la trovo miracolosa: restringe un po' i pori e lascia la pelle liscia, ma dopo pochi minuti, se non applico una crema idratante, la pelle tira neanche mi fossi lavata la faccia con l'alcol puro. Inoltre mi lascia la pelle arrossata per un bel po'. Insomma, più che per una pelle matura, sensibile o secca, io la consiglierei per una pelle grassa. Il profumo è paradisiaco, ma non mi pare un motivo abbastanza sensato per spendere 11€. Promossa? Hell to the no!

sabato 4 marzo 2017

Movie #27: The LEGO Batman Movie


Volete ridere? Siete dei nerd (ma manco troppo)? Amate Batman? Allora dovete vedere The LEGO Batman Movie! Un film per tutti, dalla trama semplice, lineare e fottutamente kawaii!
Nonostante la sala fosse piena di bambini, accompagnati da attempati genitori ronfanti, LEGO BATMAN NON E' UN FILM PER BAMBINI. A parte i numerosi riferimenti alla cultura pop che un bambino di sei anni non credo possa capire (vi dico solo una cosa: OCCHIO DI SAURON) , ma vogliamo parlare dello swag di Batman? Il Batman Lego è un figo pieno di soldi e osannato dalle folle, ma che nel quotidiano si ritrova terribilmente solo. Insomma, si ripropone la solita morale becera: i soldi non sono tutto, chi trova un amico trova un tesoro, o per dirla come i russi Не имей сто рублей а имей сто друзей. Inoltre, questo film è terribilmente accurato e omaggia diversi momenti nella storia del quasi 80enne uomo pipistrello.
Il doppiaggio non fa così schifo, se non fosse che abbiano fatto doppiare Barbara Gordon da Geppi Cucciari. In quale strana dimensione esiste una Barbara Gordon cagliaritana? Bella invece la scelta di far doppiare Batman da colui che è ha impersonato un indimenticabile supereroe nostrano: Claudio Santamaria.
Insomma, un film carino e divertente, senza pretese ma troppo swag.
VOTO: 7/10

Movie #26: Jackie


Parto subito dicendo che questo film è una delusione. Chi lo adora (se esiste qualcuno a cui sia piaciuto davvero), lo ama solo per l'atmosfera vintage e l'alone glamour chanelloso che pervade la pellicola. Sembra un video di Lana Del Rey, solo che di sottofondo c'è il musical Camelot. La figura di Jacqueline Kennedy risulta instabile, indecisa, persa e a tratti infantile (che per carità, magari la first lady era effettivamente così), addirittura fastidiosa. Pochi riferimenti al contesto storico, pochi riferimenti ai tradimenti del presidente, pochi riferimenti ai veri temi che ci si sarebbe aspettati di vedere in un film sulla vita della prima Kennedy, poi Onassis; è tutto esclusivamente incentrato sulla figura della ex-first lady dopo la morte del suo adorato e idealizzato marito; secondo il mio modesto parere, si sarebbero potute toccare corde diverse. Non è un capolavoro, tanto meno un cult: può essere tranquillamente bypassato senza troppi rimorsi. Un film per le fashioniste, che riescono ancora a farsi abbindolare da quattro cagate pseudo-filosofiche su sfondo pastello. Mi dispiace, ma no. Amo la Portman, ma neanche lei (comunque bravissima), riesce a salvare un film troppo pretenzioso, ma che manca di sostanza.
Voto: 5/10

venerdì 17 febbraio 2017

Ma il miele è vegan?

Avevo voglia di biscotti, ma seguendo il consiglio del mio guru Michael Pollan, piuttosto che comprarli, preferisco farmeli da sola. Di solito, quando mi avventuro in ricette improvvisate, i risultati sono spesso disastrosi, ma questa volta la ricetta non era propriamente improvvisata; infatti ho preso spunto rivisitando questa ricetta. Ora, non è che io sia vegana o roba simile, però non ho mai burro o latte in casa, perché semplicemente non ne uso e perciò cerco spesso dolci vegani per non dover alzare le chiappe dalla sedia e comprare gli ingredienti giusti. Purtroppo però, non ve lo nascondo, i dolci vegani spesso sono qualcosa di terribile - vedi la figuraccia che ho fatto servendo ai miei amici una torta al cioccolato vegana... Era così pastosa che si faceva fatica a mandarla giù! Vi giuro, l'avevo cotta! - ma ci sono le dovute eccezioni! Tipo questi biscottini velocissimi (meno di mezz'ora tra impasto e cottura), che considerando la mia sostituzione dello zucchero con del miele non credo siano più vegani come da ricetta originale. Ma chi se ne frega. Assolutamente da provare! Friabili al punto giusto nonostante siano fatti quasi di aria! E SENZA OLIO DI PALMAAAAAA666!!

Ingredienti
- 180 gr di farina 00
- 2 cucchiaini colmi di miele
- 45 gr di olio di semi di girasole
-45 gr di acqua
- un pizzico di sale
- una puntina di bicarbonato
- 100 gr di cioccolato come vi pare

Procedimento
Mischiate a caso tutti gli ingredienti finché non ottenete una palla informe di frolla. Fate delle palline con le mani (???????), schiaffatele su una teglia, schiacciandole bene. 180°, 20 minuti, ma pure meno. Ed eccoli!

Erano di più, ma purtroppo li ho mangiati.





giovedì 16 febbraio 2017

Netflix is love, Netflix is life #2: Cooked


Come ben sapete, ultimamente l'alimentazione è una mia ossessione. Certo, io sono arrivata ormai ad un punto di non ritorno. L'ho ben capito dopo che una volta ho fatto l'errore - o forse l'errore è stato il suo?- di fare la spesa in compagnia del mio ragazzo: per me fare la spesa è una continua lettura di etichette, di ripensamenti e di prodotti da rimettere apposto perché "no, questo schifo industriale non fa più per me!". Tra i sospiri impazienti della mia dolce metà e i miei giramenti di maroni perché nessuno capisce quanto importante sia per me fare la hipster e rompere le palle su certe cose, ho capito che, aimé, forse avrei dovuto tenere la mia passione per il cibo non industriale per me. Ma poi, l'illuminazione: Netflix mi ripropone per l'ennesima volta questo documentario (tra l'altro sempre schifato). Leggo la descrizione e non potete capire che felicità nel vedere che a fare da narratore a questo fantastico viaggio culinario ci fosse Michael Pollan, autore di In difesa del cibo, libro che ho adorato.
Cooked è un documentario diviso in 4 puntate da 1 ora circa; le puntate prendono il nome dai quattro elementi che servono a trasformare le materie prime in cibo: fuoco, acqua, aria e terra. Io l'ho trovato incredibilmente interessante (ma io sono noiosa e mi piacciono i documentari). Non vi aspettate un pippone però su quanto faccia male lo zucchero e l'industria! Cooked è solo un viaggio all'origine del nostro strano modo di alimentarci (molti degli alimenti da noi consumati sarebbero per noi immangiabili senza cottura). Un viaggio in America, India, Marocco e Sud America per scoprire come e perché certi alimenti vengano mangiati proprio così e perché risultino particolarmente appetibili ai nostri occhi.
Cooked è da divorare in una sola notte.

domenica 29 gennaio 2017

Movie #25: La La Land


La La Land è un musical che funziona. Non sono una grandissima fan del genere (anche se Cabaret e Funny Girl non si toccano), ma sono una fan del cinema che fa emozionare e questo film emoziona.
La La Land è un film sulla nostalgia: nostalgia per la vecchia Hollywood (nel film si citano diversi film d'annata tra cui gli immortali Gioventù bruciata e Casablanca), per il vecchio jazz e, soprattutto, nostalgia per i vecchi amori perduti. Insomma, un film nostalgico ma che non lascia l'amaro in bocca, anzi. Un film da vedere e, soprattutto, da sentire.
Consigliatissimo.